News - Happy birthday LEGO!
I mattoncini compiono 50 anni e sono stati proclamati “Il gioco del Secolo”. Prima di legno, poi di plastica, fino a diventare computerizzati.
Il nome LEGO nasce dalla fusione delle due parole danesi “LEg” e “GOdt”, e significa “Giocare Bene”.
Difficile da credersi, il capostipite della famiglia Lego fu un’anatra di legno che trainata con una cordicella apriva e chiudeva il becco.
Erano infatti questo tipo di giocattoli che Ole Kirk Christiansen costruiva nella sua falegnameria di Billund (Danimarca), insieme a mobili da giardino e complementi per l’arredo. Dopo la guerra, e un incendio che distrusse la fabbrica, il falegname decise di rimettersi in affari dedicandosi solo alla produzione dei giochi.
Ma i tempi cambiavano e la plastica cominciava a prendere piede, tanto che Christiansen decise di utilizzarla nei suoi giocattoli scomponibili.
Anche i blocchetti per costruzioni in legno, ideati insieme al figlio Godfred, vennero sostituiti da quelli in materiale plastico.
I Lego Mursten vennero via via perfezionati fino ad arrivare al modello a incastro così come lo conosciamo oggi.
Nel 1958, anno ufficiale di nascita del mattoncino, il fondatore della Lego muore, lasciando la fabbrica nelle mani del figlio.
Negli anni Sessanta l’azienda sostituisce l’acetato di cellulosa con cui fabbricava i blocchetti con la plastica Abs, materiale atossico più stabile, e inserisce le ruote nelle confezioni, per dare la possibilità di creare modellini di auto e veicoli fatti di Lego.
E, mentre si firmano gli accordi di distribuzione in vari Paesi del mondo, l’impresa lancia Duplo, la piattaforma di costruzione con elementi più grandi dedicata ai piccoli, ma sempre compatibile con i pezzi di Lego standard.
Nel ventennio successivo, mentre si aprono filiali in tutti i continenti e il primo parco tematico Legoland a Billund, le scatole dei mattoncini si differenziano in diverse serie, come la Technic, pensata per i costruttori più esperti e quelle tematiche (spaziale, navi e treni, pirati, fantasy, ecc).
Nel 1978 arrivano gli omini, con cui si possono popolare i mondi costruiti con i mattoncini. Negli anni Novanta, l’azienda figura tra i primi 10 produttori di giocattoli a livello mondiale e avvia una collaborazione con il Mit (Massachusetts Institute of Technology) per lo studio di una linea di prodotti educativi, che culminerà nel Lego Mindstorms, il mattoncino intelligente programmabile via computer per la costruzione di robot e sistemi interattivi.
Ciononostante, i gusti dei bambini moderni si inclinano più verso i videogiochi e nel 2003 iniziano le difficoltà economiche.
Il management, guidato dal nipote del fondatore, ha cercato di far fronte al deficit con la chiusura di alcuni stabilimenti, trasferendo la produzione nell’Europa dell’Est e vendendo i parchi tematici.
Anche in tempi di crisi, però, il mattoncino Lego resta il “gioco del secolo”, come lo hanno proclamato la rivista Fortune.
I Numeri:
130 paesi in cui sono venduti i mattoncini
2.400 sono i tipi di pezzi realizzati in diverse forme e dimensioni
4.500 gli impiegati del gruppo
915.103.765 è il numero di combinazioni possibili con 6 mattoncini 2x4
1.050 milioni di euro è il fatturato di Lego Group nell’anno 2006
fonte: millionaire
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