Pillole - La via italiana del Bluetooth marketing.
La tecnologia Bluetooth e le numerose applicazioni che la sfruttano sono ormai pane quotidiano per frotte di manager, che sempre più si trovano a lavorare lontani dalla propria scrivania con diversi device mobili connessi fra loro. Ma il Bluetooth è molto amato anche dai teen ager, sempre sulla "breccia dello scambio" di file ovunque e F' comunque, per non perdere il contatto con gli amici. E che dire, invece, del manovale in trattoria con il suo auricolare senza fili, una sorta di orecchio bionico pronto a ricevere telefonate tra una tagliatella al ragù e una braciola?
Viene da pensare che l'antipatia per i fili non conosca classi sociali e professionali. Sta di fatto che il Bluetooth è ormai una tecnologia radio consolidata e largamente diffusa, sia in ambito consumer sia business, semplice da utilizzare e che consente il passaggio di dati in tempi ragionevoli. La SIG (The Bluetooth Special Interest Group), gruppo di lavoro fondato nel 1998 per la definizione degli standard, annovera oggi tra le sue fila più di 9.000 aziende associate. Basta frequentare un grande magazzino o un negozio di elettronica di consumo per vedere il logo con la lettera "b" blu stilizzata stampato su una grandissima quantità di confezioni. In Italia, dei nuovi cellulari e smartphone in distribuzione, più del 60% dispone di tecnologia Bluetooth e non si tratta solo di modelli sofisticati di prezzo medio alto. Oltre ai cellulari, la tecnologia è utilizzata per gli auricolari, i kit viva voce per auto, le stampanti, le macchine fotografiche e perfino gli orologi.
Ora che la tecnologia è consolidata e sua diffusione ha raggiunto una significativa fetta dell'utenza, il potenziale per creare un mercato interessante appare evidente. L'opportunità è quella di trasferire contenuti di vario tipo a dispositivi mobili di persone "consenzienti", ovvero senza risultare invasivi, in completa autonomia rispetto agli operatori mobili, che non devono essere coinvolti, a differenza di quanto accade con Sms e Mms. Naturalmente, e questo è l'unico paletto inamovibile, il telefonino ricevente deve essere in prossimità (all'incirca entro un raggio massimo di 100 metri) di un apparato trasmittente (chiamato in gergo hot spot, nodo o acces point).
Nasce così l'applicazione più concreta del proximity marketing, che Wikipedia definisce come: "uno strumento di marketing attraverso il quale è possibile veicolare messaggi e contenuti multimediali direttamente verso i terminali mobili degli utenti, presenti all'interno di una particolare area".
In Italia, il Bluetooth marketing ha da poco iniziato a muovere i primi passi. Risalgono a poco più di due anni fa le prime esperienze ufficiali, ovvero realizzate con il coinvolgimento di marchi noti e con investimenti significativi. Intelia spa, oggi confluita nel gruppo OneItalia spa, è stata la prima concessionaria di pubblicità a credere e investire nel mezzo, creando una divisione ad hoc per i DigitaI media e impegnando energie e risorse in una lunga opera di formazione all'interno dei centri media e degli uffici marketing dei brand più vivaci del mercato pubblicitario.· Inizialmente è stato necessario superare le resistenze legate alla sicurezza, ovvero ai timori sulla trasmissione di virus, e al costo dei nodi trasmissivi, all'epoca eccessivo, ma in rapido calo. Oggi, però, le operazioni di un certo peso realizzate in Italia cominciano a essere numerose. Si tratta di campagne taylor made, che hanno permesso di individuare le opportunità del mezzo, di testare la ricettività e di stupire il pubblico con una forma di comunicazione finora del tutto innovativa.
Il ventaglio dei contenuti trasferibili è estremamente ampio, lasciando quindi numerosi gradi di libertà alla creatività dei pubblicitari e degli esperti di marketing. La lista dei file compatibili con i telefonini in commercio, infatti, è lunga: musica, video, gif animate, giochi e così via. Si tratta di una concreta chance in più rispetto al passato per comunicare con i passanti attraverso i loro cellulari, superando le reticenze di molti investitori che considerano il Mobile Marketing fatto solo di Sms e Mms, strumenti che frustrano le aspirazioni di sfruttare al meglio i display a colori dei cellulari di ultima generazione, con ampi formati e ottime risoluzioni. Recentemente l'offerta di Oneltalia si è ampliata dando vita a "network" di location pronti a rispondere all'esigenza di pianificare la comunicazione verso target specifici, con performance misurabili e un vasto pubblico raggiungibile. Attualmente sono operativi due network. Il primo riguarda quattro aeroporti di Roma e Milano, nei quali sono stati installati 56 monitor con tecnologia Bluetooth, per stupire e informare i passeggeri in transito. Il secondo network coinvolge 20 gas station, anche stavolta a Roma e Milano, dotate di erogatori customizzabili (fillboard) e tecnologia Bluetooth, garanti dell'interazione one to one. Attualmente, al vaglio della divisione DigitaI media di Oneltalia ci sono nuovi network che intendono contribuire al rinnovamento del comparto pubblicitario italiano dell'out-of-home, mentre continua incessante la ricerca di mezzi non convenzionali e inediti capaci di innescare l'ormai indispensabile engagement tra marca e consumatore.
Siamo convinti che, con il supporto delle divisioni digitali dei centri media e grazie al dichiarato intento delle concessionarie out of home di innovare i loro mezzi, sempre più digitai signage, oggi esistono le condizioni favorevoli per far entrare a pieno titolo il mezzo Bluetooth nel marketing mix delle aziende.
fonte: wireless for innovation
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